Incidenti mortali F1: foto

Incidenti mortali F1: la triste rassegna italiana dal 1950 a oggi

Chi non ricorda almeno uno o due incidenti mortali nella F1? Tali episodi hanno lasciato sicuramente un segno indelebile nella nostra memoria.

La Formula Uno è uno sport davvero appassionante, ma i fatti dimostrano che a volte può diventare davvero pericoloso. Un pilota di macchine da corsa, infatti, deve avere una grandissima preparazione tecnica, ma anche una capacità di concentrazione altrettanto ampia. La lucidità costante serve proprio a evitare incidenti che possono compromettere le condizioni di salute proprie o quelle dei piloti delle macchine vicine. Essendo la Formula 1 un’attività in cui è possibile l’errore umano, non sono pochi i momenti in cui distrazioni o guasti tecnici hanno causato incidenti fatali.

Di seguito ti proponiamo una piccola rassegna di tutti gli incidenti più violenti avvenuti sulle piste.

Incidenti mortali F1: gli anni Cinquanta

Negli anni Cinquanta gli incidenti in cui persero la vita piloti e ingegneri di Formula 1 furono numerosi.  Il 18 maggio del 1952 morì nel circuito Mira, l’inglese Cameron Earl, mentre nel 1955, negli Stati Uniti un incidente mortale colpì Bill Vukovich. Il primo era un ingegnere di soli 29 anni che perse la vita mentre testava la sua vettura, il secondo, invece, un pilota serbo-americano che morì durante la 500 Miglia di Indianapolis, dopo aver stabilito il miglior tempo della gara.

La lista di morti dagli anni Cinquanta a oggi è davvero molto lunga, per cui ci occupiamo adesso degli incidenti collegati ai piloti italiani o avvenuti sui nostri circuiti.

Incidenti mortali F1: l’elenco dei piloti italiani morti in gara e dei piloti stranieri morti in Italia

Tra gli italiani deceduti in seguito a incidenti mortali durante le gare o i test di Formula 1 troviamo (nella lista sono presenti anche i piloti stranieri morti sui circuiti italiani):

  • 14 marzo 1957 – Eugenio Castellotti – pilota che morì a Modena durante un test della Ferrari.
  • 6 luglio 1958 – Luigi Musso – ebbe un terribile incidente sul circuito di Reims (un tempo noto come Reims – Gueux).
  • 15 giugno 1961 – Giulio Cabianca – perse la vita durante le prove nel circuito modenese.
  • 10 settembre 1961 – Wolfgang Von Trips – pilota tedesco che perì durante una gara a Monza.
  • 7 maggio 1967 – Lorenzo Bandini – 29enne che finì la sua esistenza in Germania, a Monaco.
  • 5 settembre 1970 – Jochen Rindt – austriaco vittima di un terribile incidente a Monza come Ronnie Petterson (vedi sotto).
  • 10 settembre 1978 – Ronnie Petterson.
  • 13 giugno 1982 – Riccardo Paletti – morì a Montreal nel bel mezzo di una gara.
  • 15 maggio 1986 – Elio De Angelis – perse la vita in un tragico incidente a Marsiglia.
  • 1994 – Questo fu un anno davvero tragico per la F1, perché a distanza di un giorno morirono a Imola l’australiano Roland Ratzenberger e il brasiliano Ayrton Senna.

Incidenti mortali F1: I casi Senna e Bianchi

Incidenti f1: fotoJules Bianchi: fotoTra gli incidenti della formula 1 più recenti ci sono quelli che hanno causato la morte di Ayrton Senna e di Jules Bianchi.

Senna morì a 34 anni sul circuito di Imola, da giovane era un appassionato di go-kart e aveva svolto anche lavori come meccanico. Le automobili erano per lui, oltre che una passione, una ragione di vita. Debuttò a Interlagos nel 1973 e soli 17 anni vinse il suo primo titolo internazionale. All’epoca della sua morte gareggiava con la Williams.

Jules Bianchi, francese di origini italiane, ha perso la vita giovanissimo (26 anni) durante il Gran Premio del Giappone, gareggiava con la Marussia. Bianchi non è morto sul colpo, ma dopo ben nove mesi di coma. Anche suo nonno aveva perso la vita durante una gara automobilistica a Le Mans nel 1969.